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La macchina spezza-spaghetti

In questa foto, potete ammirare il macchinario la ristorazione professionale più cervellotico, esclusivo, e “meno ortodosso” mai creato.

In breve: è una macchina per spezzare gli spaghetti in due parti.

Ok… Forse c’è bisogno che metta un po’ più di contesto qui…

Cercando il più possibile di evitare divagazioni, tutto ebbe inizio una sera di qualche decennio fa, quando Richard Feynman, fisico di fama mondiale, nonché una delle migliori menti del Novecento, si rese conto che era impossibile spezzare uno spaghetto crudo in due parti tenendolo per le due estremità.

Tutti gli “esperimenti” avevano portato alla rottura degli spaghetti in tre o più frammenti.

Ed il perché non se lo riuscì a spiegare nemmeno Feynman in persona.

Ebbene, due ricercatori francesi (Basile Audoly e Sebastien Neukirch) vi arrivarono decenni dopo.

Questi hanno spiegato, nel loro articolo “Fragmentation of rods by cascading cracks: why spaghetti does not break in half“, come, piegando uno spaghetto tenendolo per le estremità, si crea una “onda flettente” che che crea delle “crepe” nella parte in cui lo spaghetto subisce la torsione, frammentandolo quindi in più parti.

Quindi è davvero impossibile spezzare gli spaghetti in due parti? Ci arrendiamo davvero così?
Eh no!

Alcuni anni dopo, al Massachusetts Institute of Technology, gli studiosi Ronald Heisser e Vishal Patil hanno scoperto che se uno spaghetto viene attorcigliato oltre un certo grado critico, quindi piegato lentamente a metà, si romperà in due parti.

Detto, fatto! I ricercatori, supportati da un intero team (!), hanno progettato e prodotto un apparato in grado di “torcere gli spaghetti di 270 gradi, per poi piegarne le estremità insieme alla velocità di 3 millimetri al secondo“.

…e ta-daaa! La bacchetta degli spaghetti è spezzata in due metà.

Non so se questo “spezza-spaghetti” è in vendita.

Ma se sei più interessato a cuocere la pasta piuttosto che a romperla, posso fornirti l’attrezzatura giusta!

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